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Caro carburante, dal 6 ottobre cambia il pieno: accise mobili e il Paese vicino dove costa di più


Dal 6 ottobre il pieno di carburante cambia volto. Il taglio delle accise sul diesel, sceso negli ultimi giorni a poco più di sei centesimi al litro, esce di scena e al suo posto dovrebbe arrivare il meccanismo delle accise mobili. Dopo settimane di ribassi a singhiozzo, per gli automobilisti italiani si apre una fase del tutto inedita alla pompa di benzina, segnata dall’addio alle vecchie agevolazioni e dall’ingresso di nuove dinamiche fiscali.


Come ben spiegato sulle pagine di Quotidianomotori.com, fonte di riferimento per le due e quattro ruote, il nostro Paese si prepara a un vero e proprio cambio di rotta. E il rifornimento low cost, per ora, può aspettare.


Cosa sono le accise mobili e come funzionano


Il meccanismo prende forma da un’idea semplice: utilizzare gli incassi extra dello Stato. Quando il petrolio rincara, sale proporzionalmente anche il gettito dell’IVA sul prezzo finale di benzina e diesel. Questa eccedenza viene usata come scudo per abbassare le accise, cioè la quota fissa di tassa che pesa su ogni litro al momento del rifornimento.


Il risultato è un salvagente dinamico, destinato ad attivarsi solo in caso di forti oscillazioni dei prezzi. Niente sconto garantito, insomma: se i listini resteranno stabili, il vantaggio per i consumatori potrebbe essere pari a zero.


Prezzi bloccati per 30 giorni: la mossa dei big del petrolio


Nel frattempo le medie nazionali restano stabilmente ancorate su vette proibitive. Per arginarle, alcuni dei principali colossi petroliferi hanno scelto la via dell’iniziativa privata, bloccando le proprie tariffe per trenta giorni sotto una quota limite.


Un’ancora di salvezza, ma dal peso contenuto: su ogni serbatoio riempito permette di recuperare più o meno il costo di una colazione.


Dove conviene fare il pieno in Europa


Sul fronte continentale il quadro è decisamente variegato. Dall’indagine condotta da quotidianomotori.com emerge che ogni nazione ha adottato una ricetta diversa. Tra la penisola iberica, l’Austria e la Germania prevalgono i tagli netti alle imposte, prolungati nei prossimi mesi. La Francia ha puntato invece su un bonus economico una tantum per chi si mette al volante per ragioni strettamente lavorative.


Croazia e Slovenia: il pieno low cost


Le vere sorprese arrivano spostandosi verso est. Croazia e Slovenia hanno applicato veri e propri tetti massimi governativi per calmierare il mercato. Evitando la rete autostradale di questi Paesi, la gita oltreconfine si trasforma in un affare d’oro: rispetto alle nostre stazioni, la differenza può sfiorare e superare i venti euro per un rifornimento completo.


Svizzera: il pieno da evitare


Discorso opposto per le trasferte elvetiche. Nelle stazioni svizzere i tabelloni luminosi risultano persino più salati di quelli tricolori: la corsa al risparmio, qui, rischia di trasformarsi in un autogol.


Ottobre da automobilisti: cosa aspettarsi


Per ora l’ottobre dei guidatori italiani ha un sapore decisamente incerto: nuove regole statali, tariffe bloccate a tempo determinato e la costante tentazione di varcare il confine per alleggerire il peso del carovita (con il serbatoio che, intanto, non aspetta).