Un nuovo intervento contro il caro carburanti potrebbe arrivare nelle prossime ore. Il Governo sta lavorando a un decreto urgente per ridurre temporaneamente le accise e frenare l’aumento dei prezzi alla pompa, diventato particolarmente pesante alla vigilia delle partenze estive.
L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di riportare il diesel sotto i 2 euro al litro, dopo che il prezzo medio nazionale del gasolio in modalità self service ha raggiunto i 2,185 euro. La benzina si attesta invece a 1,982 euro al litro, ormai a un passo dalla soglia dei 2 euro.
Il primo provvedimento dovrebbe avere una durata limitata e rappresentare una sorta di intervento “ponte”, in attesa di una misura più strutturata basata sul meccanismo dell’accisa mobile.
Quanto potrebbero diminuire benzina e diesel
Secondo le anticipazioni, il Governo starebbe valutando un taglio delle accise differenziato tra i due principali carburanti.
La riduzione ipotizzata sarebbe pari a:
- 24,4 centesimi al litro sul diesel;
- circa 6 centesimi al litro sulla benzina.
Si tratta, è importante sottolinearlo, di valori ancora in fase di definizione e che potranno essere confermati o modificati soltanto con l’approvazione e la pubblicazione del decreto.
Applicando integralmente il taglio ipotizzato al prezzo medio rilevato il 27 luglio, il gasolio potrebbe teoricamente scendere da 2,185 euro a circa 1,94 euro al litro, mentre la benzina passerebbe da 1,982 a circa 1,92 euro al litro. Il prezzo effettivamente applicato dai distributori dipenderà però anche dalle quotazioni internazionali, dai margini della filiera e dalla rapidità con cui la riduzione fiscale sarà trasferita alla pompa.
Quanto si potrebbe risparmiare su un pieno
Nel caso in cui la riduzione venisse trasferita interamente agli automobilisti, il risparmio sarebbe particolarmente evidente per chi utilizza un’auto diesel.
Con un rifornimento da 50 litri, il taglio ipotizzato potrebbe tradursi in un risparmio di circa:
- 12,20 euro per un pieno di diesel;
- 3 euro per un pieno di benzina.
Su un serbatoio da 60 litri, il vantaggio salirebbe invece a circa 14,64 euro per il gasolio e a 3,60 euro per la benzina.
Sono calcoli puramente indicativi, effettuati sulla base delle riduzioni anticipate. L’effettivo risparmio dipenderà dal testo definitivo del provvedimento e dall’andamento dei prezzi nelle singole stazioni di servizio.
Quando dovrebbe partire il nuovo taglio delle accise
Il Consiglio dei ministri è convocato nel pomeriggio di lunedì 27 luglio 2026 per esaminare il primo intervento contro i rincari.
Il decreto ponte dovrebbe entrare in vigore rapidamente e durare per circa dieci giorni, in modo da coprire la fase più delicata dell’esodo estivo. Una successiva misura dovrebbe poi estendere gli aiuti nel corso di agosto.
Il piano sarebbe quindi articolato in due fasi:
- un primo taglio immediato e temporaneo delle accise;
- un secondo intervento finanziato attraverso l’extragettito IVA generato dall’aumento dei prezzi.
Per conoscere la data esatta di applicazione sarà comunque necessario attendere il testo approvato e la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Come funziona l’accisa mobile
Nella seconda fase il Governo potrebbe riattivare il meccanismo dell’accisa mobile.
Questo sistema consente di utilizzare il maggiore gettito IVA incassato dallo Stato quando il prezzo dei carburanti aumenta per finanziare una riduzione delle accise. In sostanza, una parte delle maggiori entrate fiscali prodotte dai rincari viene restituita agli automobilisti attraverso una diminuzione della tassazione applicata a ogni litro di carburante.
L’eventuale entità del secondo intervento dipenderà quindi dai dati definitivi sull’extragettito IVA registrato nel mese di luglio.
Perché il Governo interviene soprattutto sul diesel
Il gasolio ha registrato l’aumento più consistente. In base ai dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 27 luglio, il prezzo medio nazionale self service è arrivato a 2,185 euro al litro, contro 1,982 euro per la benzina.
In autostrada la situazione è ancora più pesante: il prezzo medio self raggiunge 2,255 euro al litro per il diesel e 2,071 euro per la benzina.
Il livello raggiunto dal gasolio è vicino ai massimi registrati nel marzo 2022, nelle settimane successive all’invasione russa dell’Ucraina. Il rincaro incide non soltanto sulle famiglie, ma anche sul settore dell’autotrasporto e sul costo della distribuzione delle merci.
Quanto costerà il taglio delle accise
Il primo intervento dovrebbe richiedere risorse comprese tra 100 e 120 milioni di euro, mentre il costo di una riduzione prolungata potrebbe superare i 150 milioni di euro alla settimana.
Tra le coperture allo studio figurano i fondi residui derivanti dalle sanzioni Antitrust e le maggiori entrate IVA prodotte dall’aumento dei prezzi energetici.
Il Governo dovrà quindi trovare risorse sufficienti senza ricorrere a nuovo deficit.
Possibile anche un bonus carburante per le famiglie
Accanto al taglio generalizzato delle accise, sarebbe in valutazione anche un aiuto più selettivo per le famiglie con redditi bassi.
Tra le ipotesi emerse figura un bonus carburante compreso tra 80 e 100 euro, destinato ai nuclei che ricevono la carta “Dedicata a te” e che rispettano i relativi requisiti economici.
Anche questa misura, tuttavia, non risulta ancora approvata. Non sono quindi disponibili modalità di domanda, date di pagamento o criteri definitivi.
I prezzi cambiano da regione a regione
Il dato nazionale rappresenta una media: i prezzi effettivi possono variare sensibilmente sul territorio.
Il 27 luglio, per esempio, il diesel self risulta mediamente a 2,171 euro nel Lazio, 2,181 euro in Lombardia, 2,185 euro in Puglia e 2,201 euro in Calabria. La benzina self oscilla invece da 1,970 euro nel Lazio a 1,997 euro in Calabria.
Per controllare il costo aggiornato nella propria zona è possibile utilizzare il servizio pubblico Osservaprezzi carburanti del Mimit, alimentato dai dati comunicati dai gestori delle stazioni di servizio.
La conferma definitiva del nuovo taglio arriverà soltanto dopo il Consiglio dei ministri. Fino alla pubblicazione del decreto, importi e durata devono quindi essere considerati anticipazioni ancora soggette a modifiche.