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Giovanni Ciacci a La Volta Buona: “Dimagrito di 70 kg in 18 mesi grazie a questo, non pago nulla”


Settanta chili in meno in un anno e mezzo: una trasformazione radicale che ha lasciato il pubblico senza parole. Giovanni Ciacci, lo stylist più famoso del piccolo schermo, è tornato in TV per raccontare l’evoluzione del suo percorso di dimagrimento, un viaggio fatto di costanza, supporto medico e una strategia terapeutica precisa. Se lo scorso dicembre la bilancia segnava già un meno 55, oggi il traguardo è diventato ancora più ambizioso, ma la strada non è ancora finita.


Giovanni Ciacci e le “punture” per dimagrire: il percorso medico


Ospite di Caterina Balivo a La Volta Buona, Ciacci ha parlato apertamente della metodologia utilizzata per raggiungere questo risultato. Dopo una fase iniziale basata sull’assunzione di pillole, lo stylist è passato a un trattamento più intensivo: le cosiddette siringhe per dimagrire. Il percorso è stato graduale, partendo da un dosaggio di 3 mg, passando per i 7 e i 10 mg, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a 15 mg. “In verità non ho ancora finito, devo perderne altri 10. Mi sento benissimo”, ha confessato nel salotto di Rai Uno, confermando la volontà di proseguire fino al raggiungimento del peso forma ideale.


Come funzionano i farmaci: il parere degli esperti


A fare chiarezza sulla natura di questi medicinali è intervenuto il Professor Giorgio Calabrese. Le iniezioni utilizzate da Ciacci agiscono direttamente su due ormoni, il GLP-1 e il GIP, responsabili della regolazione del senso di sazietà. In sostanza, il farmaco riduce drasticamente lo stimolo della fame, portando il paziente a mangiare meno e a sentirsi “pieno” più velocemente. Tuttavia, il successo non dipende solo dalla chimica: l’efficacia del trattamento è strettamente legata a una dieta equilibrata che, nel caso di Ciacci, è seguita costantemente da un medico e da una nutrizionista.


Nuove abitudini alimentari: addio ai vecchi errori


Oltre al supporto farmacologico, la vera rivoluzione per Giovanni Ciacci è avvenuta a tavola. Lo stylist ha ammesso di aver completamente stravolto il suo rapporto con il cibo, scoprendo piaceri alimentari che prima ignorava del tutto. “Io non ho mai mangiato frutta e verdura in vita mia, invece adesso ne sento proprio il bisogno”, ha spiegato alla Balivo. Non si tratta di una dieta privativa, ma di un nuovo equilibrio: Ciacci continua a mangiare pane, pasta e pizza, ma con porzioni ridotte e una consapevolezza diversa, fermandosi non appena avverte il segnale di sazietà inviato dal corpo.


Il nodo dei costi: perché Ciacci non paga le cure


Un punto che ha sollevato molta curiosità riguarda l’aspetto economico di un trattamento così prolungato e specifico. Alla domanda diretta di Caterina Balivo sui costi, Ciacci ha risposto con estrema trasparenza: per lui la spesa è pari a zero. Grazie alle sue patologie pregresse, tra cui il diabete, l’ipertensione e la sua nota sieropositività, il Sistema Sanitario Nazionale copre interamente i costi dei farmaci e delle visite specialistiche. “Ho diritto ad avere le cure gratuitamente. Grazie allo stato italiano. Questa è una bella cosa del nostro Paese”, ha dichiarato lo stylist, sottolineando l’importanza del supporto pubblico per i pazienti con quadri clinici complessi.