C’è una farfalla comparsa per la prima volta dove nessuno l’aveva mai vista, e un coleottero che si è fatto trovare da un guardiaparco durante un giro di controllo. Tra boschi, prati e valli della Valsesia la natura continua a regalare sorprese. I monitoraggi promossi dal Parco hanno portato alla luce tre specie di invertebrati, tra novità assolute e conferme preziose.
La Maculinea del timo in Val Vogna: una farfalla mai segnalata prima
Il risultato più sorprendente arriva dalla Val Vogna. Nel 2026 è stato osservato un maschio di Maculinea del timo (Phengaris arion), tra i risultati più interessanti dei monitoraggi di quest’anno. È la prima segnalazione della specie per il sito Natura 2000 esaminato: un nuovo tassello nella conoscenza della biodiversità delle Aree protette della Valsesia.
La Ninfa delle torbiere, la farfalla rara che il Parco continua a seguire
Un altro caso significativo riguarda la Ninfa delle torbiere (Coenonympha oedippus), farfalla rara e minacciata a livello europeo, tutelata dagli Allegati II e IV della Direttiva Habitat. Nel Parco naturale del Monte Fenera la specie era stata individuata nel 2023, nel territorio di Cavallirio. Da allora i monitoraggi hanno permesso di approfondire la conoscenza della popolazione e di seguirne l’andamento negli anni.
Il Morimo funereo, il coleottero scoperto dal guardiaparco
A fine aprile 2026, durante le attività di monitoraggio e conoscenza del territorio, il guardiaparco Edoardo Fioravanti ha osservato un esemplare di Morimo funereo (Morimus asper) nel Parco naturale del Monte Fenera. Questo coleottero vive negli ambienti forestali ed è legato al legno in decomposizione. La specie non era ufficialmente nota per il Parco e non risultava inserita nel formulario standard del sito Natura 2000.
Dietro questi ritrovamenti c’è un lavoro che va oltre la curiosità scientifica. “Il monitoraggio degli invertebrati non serve soltanto a compilare elenchi di specie – commenta Lucia Pompilio, direttrice del Parco e naturalista -, ci permette di capire quali ambienti siano ancora idonei, quali pressioni li minaccino e quali interventi possano favorirne la conservazione”.