Ogni volta che lasciamo la spiaggia, portiamo involontariamente con noi una piccola quantità di sabbia. Rimane attaccata ai piedi, finisce negli asciugamani, nelle borse, sui giochi dei bambini e perfino nel bagagliaio dell’auto. Un gesto apparentemente insignificante che, ripetuto da migliaia di persone durante tutta l’estate, può contribuire alla progressiva dispersione dei granelli dagli arenili.
Da questa osservazione nasce Beach Sand Cleaning Station, un progetto italiano pensato per rimuovere la sabbia prima che i bagnanti lascino la spiaggia e restituirla direttamente al luogo da cui proviene.
Come funziona Beach Sand Cleaning Station
L’invenzione, attribuita ad Antonello Bacco, Alessio Bacco e Lucia Lai, si presenta come una piccola stazione da collocare in prossimità dell’uscita dall’arenile.
Il sistema utilizza getti di aria compressa attraverso i quali le persone possono pulire piedi e gambe, ma anche sedie, ombrelloni, borse, giochi, calzature e altri oggetti utilizzati durante una giornata al mare.
La sabbia rimossa non viene dispersa o gettata via: un apposito sistema dovrebbe raccoglierla e convogliarla nuovamente verso l’arenile.
In questo modo, oltre a evitare di ritrovarsi l’auto e la casa piene di granelli, si punta a ridurre la quantità di sabbia che ogni giorno viene trasportata involontariamente lontano dalla costa.
Non servono acqua né collegamenti elettrici
Secondo quanto spiegato dai promotori, Beach Sand Cleaning Station non richiede un collegamento alla rete idrica o elettrica e non avrebbe bisogno di complessi interventi strutturali.
Una differenza importante rispetto alle comuni docce installate sulle spiagge, che utilizzano acqua anche soltanto per eliminare pochi granelli dai piedi.
La stazione è stata infatti progettata per funzionare attraverso l’aria compressa e per essere collocata prima dell’uscita dalla spiaggia, nel punto in cui la sabbia può ancora essere restituita direttamente all’ambiente.
Una piccola idea per proteggere le spiagge
La dispersione provocata dai bagnanti rappresenta soltanto una parte del più ampio problema dell’erosione costiera, provocata soprattutto da fenomeni naturali, interventi umani, mareggiate e trasformazioni del territorio.
Il progetto non pretende quindi di risolvere da solo l’arretramento delle coste, ma interviene su un’abitudine quotidiana spesso sottovalutata: la sabbia che portiamo via attaccata al corpo e agli oggetti.
Al momento, non risultano pubblicamente disponibili dati indipendenti sulla quantità di sabbia recuperabile né informazioni precise su eventuali installazioni già operative. Beach Sand Cleaning Station rimane però un’idea curiosa e potenzialmente utile, soprattutto per stabilimenti balneari, strutture turistiche e Comuni affacciati sul mare.
Una soluzione semplice che potrebbe rendere più comoda la fine di ogni giornata in spiaggia e, granello dopo granello, aiutare a lasciare la sabbia esattamente dove dovrebbe restare.
Immagine di copertina realizzata con l’uso di IA, ChatGPT.