Alle prime luci dell’alba, davanti a decine di persone, Ulisse ha finalmente ripreso la strada del mare. La tartaruga marina, recuperata dopo essere rimasta intrappolata accidentalmente in una rete da pesca, è stata liberata nelle acque di Baia Flaminia, a Pesaro, dopo quasi due mesi trascorsi in un centro di recupero.
Il momento, ripreso in un video condiviso sui social, mostra il grande esemplare avanzare lentamente sulla sabbia prima di lasciarsi trasportare dalle onde. Una scena emozionante che racconta il risultato del lavoro svolto dai veterinari e dai volontari della Fondazione Cetacea.
Ulisse era rimasto intrappolato in una rete al largo di Cesenatico
Ulisse, un esemplare maschio di Caretta caretta, era stato recuperato al largo di Cesenatico dopo essere finito accidentalmente in una rete a strascico.
Una volta riportato a terra, l’animale era stato affidato al Centro di recupero tartarughe marine di Riccione, gestito dalla Fondazione Cetacea. Qui ha seguito un percorso di cura e riabilitazione durato quasi due mesi, necessario per recuperare completamente le forze e tornare a vivere nel suo habitat naturale.
La liberazione all’alba a Baia Flaminia
Il ritorno in mare era stato inizialmente programmato per martedì, ma le condizioni meteorologiche avevano costretto gli organizzatori a rinviare l’appuntamento.
La liberazione è avvenuta poco prima delle 6 di giovedì 23 luglio 2026, sulla spiaggia di Baia Flaminia. Ulisse è stato sistemato sulla sabbia e, senza bisogno di essere accompagnato fino all’acqua, ha cominciato immediatamente ad avanzare verso l’Adriatico.
Dopo alcuni metri ha raggiunto le onde ed è scomparso lentamente in mare, tra gli applausi e l’emozione delle persone presenti. Un vero e proprio spettacolo all’alba, organizzato dalla Fondazione Cetacea con la collaborazione del Comune di Pesaro.
Il lavoro dei volontari per proteggere le tartarughe marine
Alla liberazione hanno partecipato anche i soci e i volontari della Fondazione Cetacea attivi nel territorio pesarese. Da oltre un mese, infatti, le squadre pattugliano le spiagge nelle prime ore del mattino alla ricerca di eventuali tracce di tartarughe marine in nidificazione.
Il ritorno di Ulisse rappresenta quindi non solo il lieto fine di una storia, ma anche un’occasione per richiamare l’attenzione sui pericoli affrontati ogni giorno da questi animali, dalle catture accidentali nelle reti alla plastica dispersa in mare.
Quanto costa curare una tartaruga marina
Prendersi cura di una tartaruga ferita o in difficoltà comporta un impegno importante. Secondo le informazioni diffuse in occasione della liberazione di Ulisse, ogni ricovero costa mediamente circa mille euro.
Le cure sono state sostenute anche grazie al progetto di crowdfunding “Non siamo isole”, nato con l’obiettivo di raccogliere 20.000 euro e garantire l’assistenza di base ad almeno 20 tartarughe marine durante il prossimo inverno.
Dopo Ulisse, anche Nancy tornerà in libertà
Ulisse non sarà l’unico esemplare a ritrovare il mare. Il 29 luglio è prevista la liberazione di Nancy, un’altra tartaruga assistita dalla Fondazione Cetacea.
Nancy dovrebbe essere accompagnata in acqua a Riccione, davanti al centro che si è occupato della sua riabilitazione. Un nuovo appuntamento destinato a trasformarsi in un momento di festa e sensibilizzazione sulla tutela del Mediterraneo e dei suoi abitanti.