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Per Freddie Mercury era il futuro dei Queen, ma John Deacon ha detto basta: ecco perché


Tra i quattro componenti dei Queen, John Deacon è sempre stato quello meno appariscente. Sul palco lasciava naturalmente spazio al carisma di Freddie Mercury, alle chitarre di Brian May e all’energia di Roger Taylor. Dietro le quinte, però, il suo peso nella storia della band era molto maggiore di quanto potesse sembrare. Tanto che proprio Mercury lo considerava una figura fondamentale per il futuro dei Queen.


A raccontare quanto John Deacon sia stato importante per Freddie Mercury e per i Queen è iHeart, che ha ricostruito uno dei periodi più delicati vissuti dal gruppo durante gli anni Settanta. Nonostante i primi successi, infatti, la situazione economica dei quattro musicisti era tutt’altro che tranquilla. I Queen avevano firmato con la Trident nel 1972, ma mentre la loro popolarità cresceva continuavano a vivere in condizioni finanziarie complicate.




Freddie Mercury e John Deacon: perché il bassista fu decisivo per i Queen


Fu proprio John Deacon a capire che qualcosa nella gestione economica della band non funzionava. Come ricorda iHeart, il bassista chiese un anticipo per poter acquistare una casa a Londra, ma la richiesta venne respinta. Per Deacon fu un segnale importante e quella vicenda contribuì ad accelerare la rottura tra i Queen e il loro vecchio management.


La band passò quindi sotto la gestione di John Reid, già manager di Elton John, mentre Deacon iniziò ad avere un ruolo sempre più rilevante anche nelle decisioni finanziarie del gruppo. Con una situazione economica più stabile, il rischio che i Queen potessero arrivare a una separazione diminuì sensibilmente.


Secondo quanto ricostruito da iHeart, proprio la lucidità e il pragmatismo di John Deacon furono quindi essenziali in una fase che avrebbe potuto cambiare completamente la storia della band. Non era soltanto il bassista silenzioso che rimaneva qualche passo indietro rispetto a Freddie Mercury: dietro le quinte era diventato uno dei punti di equilibrio dei Queen.


Poco dopo sarebbe arrivato A Night at the Opera, il disco che contiene Bohemian Rhapsody, ma anche You’re My Best Friend, uno dei brani più famosi scritti proprio da Deacon. Un’ulteriore conferma di quanto il suo contributo alla band andasse ben oltre il basso.


John Deacon dopo Freddie Mercury: perché lasciò i Queen


Il rapporto di John Deacon con i Queen cambiò radicalmente dopo la morte di Freddie Mercury nel 1991. Il bassista continuò ancora per alcuni anni a lavorare con Brian May e Roger Taylor e partecipò anche a Made in Heaven, pubblicato nel 1995. Nel 1997, però, decise di ritirarsi definitivamente dalle scene.


Secondo quanto spiegato da Brian May e riportato da Rockol, Deacon visse in maniera particolarmente profonda la perdita di Freddie Mercury. Dopo alcune ultime collaborazioni con i compagni, tra cui la registrazione di No One But You e un’esibizione a Parigi con Elton John, capì di non voler più continuare la propria vita pubblica all’interno dei Queen.


Perché il bassista non è mai tornato con i Queen


Quella che inizialmente poteva sembrare una pausa si trasformò così in un vero e proprio addio alle scene. John Deacon non partecipò né al progetto Queen + Paul Rodgers né alla successiva esperienza con Adam Lambert, scegliendo una vita completamente lontana dai riflettori.


Questo, però, non significa che abbia reciso ogni legame con la band. Sempre secondo quanto riportato da Rockol, Brian May ha spiegato che Deacon continua a essere coinvolto quando devono essere prese decisioni importanti riguardanti gli affari dei Queen.


Un ruolo discreto, esattamente come quello che aveva sempre preferito. Ma anche la conferma di quanto John Deacon sia rimasto una figura centrale nella storia dei Queen: prima al fianco di Freddie Mercury nei momenti più difficili della loro ascesa e poi, silenziosamente, anche dopo il suo definitivo ritiro dalla musica.



Foto: YouTube / Lapresse