I Queen non andranno più in tour, e a dirlo è Brian May in persona. Un fulmine a ciel sereno per milioni di fan in tutto il mondo: il leggendario chitarrista della band ha maturato la complessa decisione insieme al batterista Roger Taylor nel corso degli ultimi diciotto mesi. Non c’entrano cali di popolarità o clamorosi flop ai botteghini, ma una profonda presa di coscienza scaturita da un dramma personale. Secondo quanto riportato da thenews.com, l’addio definitivo ai palchi è stato innescato durante una recente tappa americana, segnando la fine di un’epoca per la storia del rock.
Il lutto in America che ha cambiato tutto per Brian May
Il punto di rottura è coinciso con la scomparsa di un carissimo amico di famiglia, venuto a mancare proprio mentre Brian May si trovava in tournée negli Stati Uniti con i Queen. Colpito dal lutto, il chitarrista aveva domandato al management di poter tornare a casa per stringersi ai suoi cari, ma si è visto sbattere la porta in faccia: interrompere la complessa macchina del tour era un’opzione impraticabile. Quell’episodio ha fatto crollare le sue certezze, facendogli comprendere in modo brutale l’altissimo prezzo di una vita trascorsa con la valigia in mano. L’adrenalina e la passione viscerale per la musica dal vivo non giustificano più la dolorosa rinuncia alla propria libertà personale e l’impossibilità di supportare gli affetti nei momenti più bui.
Brian May oggi: famiglia, nipoti e astrofisica
Alle soglie degli ottant’anni, il chitarrista dei Queen ha completamente ridisegnato le sue priorità. Le sue giornate ruotano felicemente attorno alla moglie, l’attrice Anita Dobson, ai nipoti e al suo incessante impegno nel campo dell’astrofisica. Come da lui stesso lasciato intendere, mezzo secolo passato a dominare i palazzetti di tutto il globo può essere considerato un traguardo più che sufficiente.
L’ultimo tour dei Queen con Adam Lambert
Il marchio e l’eredità della band non sono destinati a scomparire nel nulla. Ma la mastodontica impresa globale conclusasi a Tokyo nel febbraio scorso insieme ad Adam Lambert rappresenta di fatto il canto del cigno on the road dei Queen, assieme alla toccante parentesi vissuta durante il tributo a Taylor Hawkins, il batterista dei Foo Fighters scomparso nel 2022.
Niente avatar dei Queen in stile ABBA
E per chi sognava un’esperienza immersiva con gli avatar digitali della band, simile al trionfale spettacolo degli ABBA? Le speranze sono praticamente pari a zero. Brian May aveva inizialmente valutato questa intrigante ipotesi, ma ha fatto velocemente retromarcia. Per dare vita a uno show del genere servirebbe infatti un impiego massiccio dell’intelligenza artificiale, una prospettiva tecnologica che il musicista non è minimamente disposto a tollerare. Come evidenzia thenews.com, May si è spinto fino a interpellare i vertici politici britannici affinché blocchino con urgenza l’espansione dei giganteschi centri dati legati all’IA, percepiti come un pericolo dalle ripercussioni inaccettabili. Insomma, il sipario sui live cala per sempre, ma lo spirito ribelle di Brian non si è certo spento.