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Peter Rowen, il bambino sulle copertine degli U2: chi è e che fine ha fatto


A ottobre 1980 usciva Boy, il primo album degli U2. In copertina, però, degli U2 nemmeno l’ombra. C’era un bambino di sei anni: Peter Rowen. Un volto diventato iconico, che negli anni ha accompagnato più di un disco della band irlandese.


Chi è Peter Rowen: il bambino di Cedarwood Road


Nato a Dublino, Peter è il fratello minore di Derek Rowen, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Guggi, membro fondatore della band post-punk Virgin Prunes e tra i più intimi amici d’infanzia di Bono Vox.


Le famiglie Hewson (quella di Bono) e Rowen vivevano entrambe in Cedarwood Road, nella periferia nord di Dublino.


Perché Bono scelse Peter per la copertina di Boy


All’epoca dei primi lavori della band, Bono cercava un’immagine che trasmettesse vulnerabilità e autenticità senza cadere nei cliché del rock dell’epoca. Peter era semplicemente il bambino del quartiere: vivace, a portata di mano e dotato di lineamenti e sguardo particolarmente intensi di fronte all’obiettivo.


Così Peter comincia a comparire già a partire da Three, l’EP del 1979 e debutto discografico della band in Irlanda. Sulla copertina del 7 pollici compare il suo volto all’età di circa cinque o sei anni, fotografato da Hugo McGuinness.


Lo stesso fotografo lo ritrarrà poi a torso nudo, con le mani dietro la nuca, per Boy: un’immagine che voleva rappresentare l’innocenza incontaminata dell’infanzia e il passaggio delicato verso l’età adulta.




La copertina di Boy negli USA: perché fu cambiata


Negli Stati Uniti, però, la copertina originale venne sostituita con una grafica alternativa, basata su fotografie distorte in bianco e nero dei quattro membri del gruppo. Il motivo: la paura che l’immagine originale, abbinata alla parola Boy, potesse attirare accuse di pedofilia e causare problemi di distribuzione.


Solo con le successive ristampe su CD e con l’edizione rimasterizzata del 2008 la copertina con Peter è stata uniformata a livello globale.


Peter Rowen e la copertina di War: lo sguardo che rovescia l’innocenza


Peter, all’età di otto anni, torna in copertina per gli U2 con War (1983), nella stessa posa. La foto è però scattata da Ian Finlay e ha un significato completamente rovesciato: lo sguardo è duro, teso, difensivo e il labbro è spaccato (effetto ottenuto con del trucco).


Bono spiegò che, invece di mostrare carri armati o armi, la band preferiva il volto di un bambino per dimostrare come il conflitto e la violenza distruggano l’innocenza. Quella stessa immagine divenne il gigantesco fondale scenografico del tour del 1983.


Le altre copertine degli U2 con Peter Rowen


Nella copertina della prima raccolta storica della band, The Best of 1980–1990 (1998), ricompare un primo piano di Peter Rowen con un elmetto militare d’acciaio troppo grande per lui: uno scatto inedito, proveniente dalla medesima sessione fotografica del 1983.


Il volto di Peter compare anche sui singoli I Will Follow (1980) e Two Hearts Beat as One (1983), e in varie edizioni di Sunday Bloody Sunday.


Peter Rowen e gli U2: le curiosità sui compensi


Per il primissimo lavoro, l’EP Three, Peter fu ricompensato simbolicamente con una scatola intera di barrette di cioccolato, mentre per le copertine successive ricevette compensi modesti (circa 50-100 sterline irlandesi).


In varie interviste Peter ha scherzato sul fatto che, se avesse chiesto una minuscola percentuale sulle royalties invece delle barrette o di poche sterline, oggi sarebbe milionario.


Che fine ha fatto Peter Rowen oggi: skater e fotografo


Crescendo, Peter Rowen ha intrapreso una strada tutta sua. Negli anni ‘90 è stato uno dei più noti skateboarder d’Irlanda e, successivamente, ha intrapreso una carriera professionale proprio nel campo della fotografia.


In diverse occasioni è capitato che Peter fosse accreditato… proprio sotto al palco durante i concerti degli U2.