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Ricky Martin, il giorno in cui Livin’ la Vida Loca conquistò il mondo (e non solo la classifica)


L’11 luglio 1999, Ricky Martin ha fatto la storia raggiungendo la posizione numero uno della classifica inglese con la sua “Livin’ La Vida Loca”, rimanendovi per tre settimane consecutive e diventando il primo artista portoricano a conquistare il primo posto nella classifica pop britannica. 


Il brano è diventato un fenomeno globale, raggiungendo il primo posto in classifica in oltre 20 paesi, compresi gli Stati Uniti, dove ha conquistato la prima posizione per 5 settimane consecutive e, grazie al traino del singolo, anche l’album “Ricky Martin” ha debuttato al primo posto della classifica statunitense, primo artista maschile latino nella storia a farlo. Idem per l’airplay radiofonico e televisivo, spinto dal video diretto da Wayne Isham che vede la partecipazione della modella italo-croata Nina Morić. Ma il record meno conosciuto e più importante è tecnico e ha cambiato il modo di fare musica per sempre: è stata infatti la prima numero uno interamente digitale, registrata, editata e mixata tramite un software senza l’utilizzo dei tradizionali nastri analogici.




A distanza di decenni, “Livin’ la Vida Loca” è diventata un simbolo culturale ed è stata persino inserita nel prestigioso National Recording Registry della Biblioteca del Congresso americano per la sua importanza storica. 


Oggi rappresenta l’inizio della “Latin Explosion”, visto che il brano è universalmente riconosciuto come la miccia che ha fatto esplodere la musica pop latina nel mercato mainstream anglofono e globale. Senza il successo globale e cross-culturale di Ricky Martin, l’industria discografica non avrebbe aperto così rapidamente le porte ad artisti del calibro di Shakira, Jennifer Lopez, Enrique Iglesias o Marc Anthony, fino ad arrivare ai pesi massimi di oggi come Bad Bunny. La canzone è diventata un pilastro della cultura pop: dalle celebri parodie (come l’iconica scena finale del film d’animazione Shrek 2, cantata dal Gatto con gli Stivali e Ciuchino) fino ai balletti virali sui social media, il riff di fiati iniziale e il ritmo trascinante mantengono il brano fresco ed estremamente riconoscibile anche per la Generazione Z. 


Infine, è un manifesto di energia e libertà con un testo che racconta di una donna selvaggia e imprevedibile che ti trascina nel suo mondo folle a “vivere la vida loca”.