Ci sono momenti in cui anche la musica si ferma. E quello vissuto sul palco del Jova Summer Party di Olbia è stato uno di questi.
Poco prima della prova generale dello show, Jovanotti ha chiamato sul palco musicisti, tecnici e lavoratori della sua squadra per rendere omaggio a Francesco Guccini, scomparso a 86 anni. Un saluto collettivo, avvenuto al tramonto e senza pubblico, con l’intero “equipaggio” del tour riunito per ricordare uno dei grandi protagonisti della musica italiana.
Jovanotti ricorda Francesco Guccini: “Tutti noi gli dobbiamo qualcosa”
Lorenzo Cherubini ha voluto condividere quel momento non soltanto con i musicisti della band, ma con tutte le persone impegnate nella realizzazione dello spettacolo.
Una scelta capace di trasformare per qualche minuto le prove di un grande evento in un momento intimo e collettivo.
Il pensiero di Jovanotti è stato rivolto al “Maestrone”, come Guccini è stato chiamato per decenni. Nel suo saluto, Lorenzo lo ha definito un gigante al quale tutti, in qualche modo, devono qualcosa.
Un concetto semplice, ma particolarmente significativo per chi fa musica e racconta storie attraverso le canzoni.
Tutta la squadra del Jova Summer Party sul palco per Guccini
Il gesto è avvenuto a Olbia, dove Jovanotti era impegnato con le prove del Jova Summer Party, la nuova avventura live dell’artista.
Al tramonto, il palco si è riempito non di spettatori, ma delle persone che rendono possibile lo spettacolo: musicisti, tecnici e lavoratori sono saliti insieme per salutare Guccini.
Niente effetti speciali, niente grande pubblico davanti al palco. Soltanto una comunità di persone che lavora nella musica riunita per ricordare chi, attraverso parole e canzoni, ha contribuito a scriverne una parte fondamentale.
Francesco Guccini, le canzoni che hanno attraversato generazioni
Francesco Guccini è morto a 86 anni. Cantautore, scrittore e intellettuale, nel corso della sua lunghissima carriera ha firmato brani entrati nella memoria collettiva italiana, da “La Locomotiva” a “Auschwitz”, passando per “L’Avvelenata”, “Eskimo”, “Autogrill” e “Canzone per un’amica”.
Canzoni capaci di parlare di politica, memoria, amicizia, tempo, provincia, amore e disillusione, spesso con una scrittura immediatamente riconoscibile.
Ed è forse proprio questo il senso delle parole scelte da Jovanotti.
“Tutti noi gli dobbiamo qualcosa.”
Perché l’eredità di un artista non si misura soltanto attraverso dischi, concerti o numeri, ma anche attraverso quello che lascia nelle persone e negli artisti arrivati dopo di lui.
E, per qualche minuto, sul palco di Olbia tutto il mondo di Jovanotti ha scelto di fermarsi proprio per dirgli grazie.