L’Eurovision Song Contest si prepara a scrivere una nuova pagina della sua storia. Dal 2027, infatti, il Canada diventerà il primo Paese extraeuropeo a partecipare ufficialmente alla competizione dopo l’Australia, aprendo scenari inediti per il voto e la musica del concorso. Ma c’è un dettaglio che sta già facendo discutere gli appassionati italiani: l’ingresso di Ottawa potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per il nostro paese.
Eurovision 2027, il Canada entra in gara: l’annuncio ufficiale
La notizia è arrivata con una dichiarazione congiunta dell’EBU (European Broadcasting Union) e di CBC/Radio-Canada, l’emittente pubblica canadese che ha ottenuto lo status di membro a pieno titolo dell’Unione. A partire dall’edizione bulgara del 2027, il Canada parteciperà alle semifinali, con i dettagli sulla selezione dell’artista ancora da definire. Marie-Philippe Bouchard, presidente di CBC/Radio-Canada, ha sottolineato l’importanza dell’evento: “La nostra partecipazione offrirà ai talenti canadesi l’opportunità di esibirsi su uno dei palcoscenici musicali più prestigiosi al mondo”. Martin Green, direttore Eurovision per l’EBU, ha aggiunto che il concorso continua ad aprirsi a realtà internazionali, pur mantenendo le sue radici europee.
Perché il Canada non è una sorpresa (e come ha già dimostrato il suo peso)
L’arrivo del Canada non stupisce chi segue da vicino la manifestazione. Già nell’edizione 2026, i canadesi si sono classificati tra i primi tre Paesi nel voto “Rest of the World”, il sistema che permette agli spettatori non europei di esprimere le proprie preferenze. Inoltre, sono stati tra i maggiori acquirenti di biglietti per l’evento di Vienna, con centinaia di fan che hanno attraversato l’Atlantico per assistere dal vivo. Un coinvolgimento che ha reso naturale il passaggio dalla partecipazione indiretta a quella ufficiale.
Qui entra in gioco un fattore che potrebbe rivelarsi decisivo per l’Italia. Secondo il regolamento Eurovision, i cittadini di un Paese in gara non possono votare per la propria nazione, ma possono esprimere preferenze per tutte le altre. E il Canada ospita una delle più grandi comunità italo-canadesi al mondo: milioni di persone con radici in Sicilia, Calabria, Veneto e altre regioni. Un bacino di voti che, in teoria, potrebbe guardare con favore al rappresentante italiano. “Non si tratta di voti automatici, ma di un pubblico potenzialmente sensibile alla nostra cultura”, spiegano gli analisti.
Tuttavia, c’è un rovescio della medaglia. Il Canada è un Paese bilingue, con una forte presenza di comunità francofone, soprattutto in Québec. Questo significa che, oltre all’Italia, anche nazioni come Francia, Belgio e Svizzera potrebbero beneficiare di un elettorato già predisposto ad apprezzare la loro musica.