Un palco, una luce soffusa, un soprano accanto e una dedica che ha fermato il tempo. Durante la seconda serata del Festival di Sanremo 2026, Achille Lauro ha trasformato l’Ariston in un luogo di memoria, scegliendo di dedicare Perdutamente alle vittime del rogo di Crans-Montana. Un momento intenso, atteso e probabilmente il più toccante visto finora in questa edizione.
Sanremo 2026, la dedica di Achille Lauro commuove Erica, madre di Achille Barosi
La scelta del brano non è stata casuale. Perdutamente è la canzone che Erica, mamma di Achille Barosi, una delle vittime della tragedia, aveva intonato sulla bara del figlio il giorno dei funerali. Un ricordo privato diventato, per una sera, collettivo. Raggiunta da Il Messaggero, la donna ha raccontato cosa ha provato davanti a quell’omaggio in diretta nazionale: “Non c’è solo la mia storia in questo tributo, ci sono tanti genitori coinvolti. È per tutti noi”. E ancora: “Fa onore a Lauro questa scelta. Non era dovuto, è una scelta che dimostra sensibilità. Lo ringrazio infinitamente, io e tutti gli altri genitori”. Parole semplici, ma pesantissime.
La signora Erica ha spiegato anche perché quel brano sia così legato al figlio: “La cantavamo in macchina io e mio figlio. Rappresenta i nostri momenti felici. È una canzone che parla di attimi che possono sparire, e noi quegli attimi li vivevamo così, cantando. Rivedo la felicità: noi che cantiamo mentre io guido, lui accanto”. Un’immagine quotidiana, tenera, che ieri sera ha assunto un significato ancora più forte. Complice anche l’interpretazione carica di pathos di Lauro e la messinscena essenziale, molti hanno notato quanto alcuni passaggi del testo sembrino aderire in modo quasi doloroso alle storie dei ragazzi di Crans-Montana e delle loro famiglie.
Perché il punto è proprio questo: non dimenticare. Lo ha ribadito la stessa Erica ad AdnKronos: “È importante che si continui a ricordare e mantenere viva la memoria della tragedia di Crans-Montana e che si tengano i riflettori accesi sulla vicenda giudiziaria che ne è nata, perché porti alla verità dei fatti”. L’omaggio di Achille Lauro non era dovuto, ma ha acceso una luce. E a Sanremo, per una sera, la musica è diventata memoria condivisa.
Foto: LaPresse.