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A testa alta: il pubblico adora Sabrina Ferilli, ma le polemiche sul futuro della serie non si placano


Dopo l’ultima puntata, il gran finale tanto atteso di A testa alta, si parla già del prossimo progetto che vedrà nuovamente protagonista Sabrina Ferilli. Naturalmente è ancora in fase di studio e in fase embrionale, ma i fan sui social hanno già cominciato a indovinare quale tema affronterà Sabrina questa volta.


Il successo di A testa alta e l’affetto dei fan


La serie A testa alta è stata un grande successo, che ha convinto per ascolti e soprattutto per l’amore dei fan nei confronti di Sabrina Ferilli. Sebbene ci sia stata anche qualche critica, già la sera prima che andasse in onda la puntata finale è apparso uno striscione all’ombra del Colosseo che recitava:


«L’Italia ti guarda, Roma te consacra, chi te invidia s’inchina».


A testimonianza del grande affetto del pubblico nei confronti dell’attrice, che ha interpretato la preside Virginia Terzi, vittima di un caso di revenge porn, tanti sono stati i commenti sui social che hanno chiesto a gran voce un sequel.





A testa alta 2 non si farà


Purtroppo pero secondo le ultime indiscrezioni i tanti fan che si aspettavano una seconda stagione rimarranno delusi, come riportato in un’intervista per Fanpage dallo sceneggiatore Mizio Curcio, la serie è autoconclusiva e non ci sarà quindi un sequel, ma un nuovo progetto sta per partire e coinvolgerà nuovamente Sabrina Ferilli, affrontando un tema sociale importante. Questo però per il momento non placa le polemiche dei tanti appassionati che in queste ore stanno esprimendo il loro disappunto perché A testa alta 2 non si farà.


L’ultima curiosità che vi sveliamo è dovuta al tormentone che si è diffuso tra il pubblico che ha apprezzato la serie e a cui non è sfuggita la pronuncia marcata dell’attrice romana del nome Cecilia, che si è trasformato in “Scescilia”. Lo sceneggiatore ammette:


«È colpa mia (ride, ndr). Quando ho scelto il nome Cecilia, Sabrina Ferilli mi ha chiamato dicendo: “Potevi scegliere un nome un po’ più semplice”.»