Per quasi due settimane Melissa Burris non ha mai smesso di cercare Rio, il suo pastore australiano di 10 anni scomparso dall’Oklahoma. Poi, l’11 agosto, è arrivata una telefonata completamente inaspettata: il cane era stato ritrovato. Ma non nei dintorni di casa.
Rio si trovava infatti a Greensboro, nella Carolina del Nord, a più di 1.600 chilometri di distanza. «Quando ho ricevuto la telefonata che annunciava il suo ritrovamento, sono rimasta senza parole», ha raccontato Burris ad ABC News. «Non potevo credere che fosse arrivato fino in Carolina del Nord».
Un cane “artista della fuga” con una storia già scritta
Rio, adottato da Burris l’anno scorso, aveva già dimostrato di essere un vero “artista della fuga”: in passato si era allontanato per piccole avventure, arrivando persino a fare “shopping” in un negozio vicino casa. Chi lo conosce racconta che il suo spirito curioso lo ha sempre portato a esplorare oltre il giardino di casa, ma mai così lontano. Questa volta, dopo essere uscito il 30 luglio, non era più tornato, lasciando la sua proprietaria nell’incertezza più totale.
Le ricerche disperate e la svolta a migliaia di chilometri di distanza
La sua proprietaria aveva diffuso appelli nei gruppi locali e continuato a cercarlo, senza mai perdere la speranza, setacciando quartieri, strade di campagna e pagine social dedicate agli animali smarriti. A migliaia di chilometri di distanza, intanto, un buon samaritano aveva trovato Rio e lo aveva portato al rifugio del servizio di protezione animali della contea di Guilford, senza sapere che quel ritrovamento avrebbe riportato speranza a una famiglia lontana.
Il microchip che ha reso possibile il ricongiungimento
Il controllo del microchip ha permesso agli operatori di risalire alla proprietaria. «È un grande mistero come Rio sia finito dall’Oklahoma a Greensboro», ha spiegato il direttore Jorge Ortega. Il caso di Rio conferma quanto sia importante, per chi possiede un animale domestico, assicurarsi che il microchip sia registrato con dati sempre aggiornati: è spesso l’unico strumento in grado di ricollegare un animale smarrito, anche a distanza di centinaia o migliaia di chilometri, alla propria famiglia.
Il ritorno a casa e il lieto fine
Burris non ha esitato: ha preso un aereo, raggiunto la Carolina del Nord, noleggiato un’auto e riportato Rio a casa. Oggi il cane sta bene e, dopo quel viaggio incredibile, «non fa che sorridere», secondo il racconto della sua proprietaria, felice di poterlo riabbracciare dopo giorni di angoscia e attesa.
Una storia che lascia una domanda senza risposta: come ha fatto Rio ad arrivare così lontano? Probabilmente resterà un mistero, forse legato a un passaggio in auto o a un lungo peregrinare di città in città. Ma una cosa è certa: senza il microchip, questo ricongiungimento sarebbe stato molto più difficile, se non impossibile.