Apri la porta di casa e lui è già lì, immobile davanti all’ingresso, come se avesse seguito ogni tuo movimento fino al momento del rientro. Ma come fa il gatto a sapere che stai tornando?
Non è detto che abbia realmente previsto il tuo arrivo. La spiegazione potrebbe nascondersi nella sua capacità di riconoscere la tua voce, localizzarti attraverso i suoni e imparare le abitudini che scandiscono le tue giornate.
Altro che indifferenti: alcune ricerche mostrano infatti che i gatti prestano molta più attenzione ai propri umani di quanto lascino trasparire.
I gatti riconoscono la voce del proprietario
Uno studio pubblicato nel 2013 sulla rivista scientifica Animal Cognition ha analizzato il comportamento di 20 gatti domestici per capire se fossero capaci di distinguere la voce del proprietario da quella di persone sconosciute.
Durante l’esperimento, i gatti ascoltavano diverse registrazioni senza poter vedere chi stesse parlando. Prima venivano riprodotte le voci di tre estranei e successivamente quella del loro umano, mentre pronunciava il nome dell’animale.
I risultati hanno mostrato che i gatti erano in grado di riconoscere la voce del proprietario, anche se spesso reagivano in maniera molto discreta: non necessariamente miagolando o muovendo la coda, ma orientando la testa oppure spostando leggermente le orecchie verso la fonte del suono.
Un movimento quasi impercettibile, quindi, può essere il segnale che il gatto ha capito perfettamente chi lo sta chiamando, anche quando sembra intenzionato a ignorarlo.
Il gatto crea una “mappa mentale” del suo umano
A questa capacità si aggiunge quella osservata in uno studio pubblicato nel 2021 su PLOS One. I ricercatori hanno cercato di capire se i gatti riuscissero a rappresentarsi mentalmente la posizione del proprietario utilizzando soltanto la sua voce.
Nell’esperimento, la registrazione dell’umano veniva trasmessa prima da un punto della stanza e subito dopo da un altro diffusore molto distante. I gatti mostravano una reazione di maggiore sorpresa quando la stessa voce sembrava spostarsi improvvisamente, quasi come se il proprietario si fosse “teletrasportato”.
Secondo gli autori, questa risposta suggerisce che i gatti possano collegare la voce del proprio umano a una determinata posizione nello spazio, costruendo una rappresentazione mentale della sua presenza anche quando non riescono a vederlo.
In altre parole, mentre ascolta i rumori provenienti dalle altre stanze, il gatto potrebbe tenere traccia di dove ti trovi senza doverti seguire continuamente.
Come fa il gatto a capire che stai arrivando?
Gli studi non dimostrano che i gatti sappiano prevedere esattamente l’istante in cui il proprietario tornerà a casa. Il comportamento che molti umani osservano potrebbe però dipendere dall’insieme di diversi indizi.
Il rumore dell’ascensore, i passi sulle scale, il motore dell’auto, una voce nel pianerottolo o il suono delle chiavi possono diventare segnali familiari. A questi si aggiungono le routine quotidiane: pasti, luce esterna, attività dei vicini e orari ricorrenti aiutano il gatto a orientarsi nel corso della giornata.
La sua presenza davanti alla porta, quindi, non deve essere necessariamente attribuita a un misterioso sesto senso. Potrebbe essere il risultato di udito, memoria, capacità di osservazione e conoscenza delle abitudini del suo umano.
Il gatto è davvero affezionato al suo umano?
Il fatto che riconosca la tua voce e tenga mentalmente traccia della tua posizione non significa automaticamente che trascorra tutta la giornata aspettando il tuo ritorno. Dimostra, però, che la tua presenza è per lui un’informazione importante.
Quella scena che si ripete ogni sera potrebbe quindi essere meno “magica” di quanto immaginiamo, ma non per questo meno bella. Il tuo gatto non sta necessariamente guardando l’orologio: sta ascoltando il suo ambiente, riconoscendo i segnali che ti accompagnano e imparando la vita che condividete.
E quando lo trovi già davanti alla porta, forse o quasi sicuramente non è soltanto una coincidenza.
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