Non tutti gli eroi sono fatti per indossare una pettorina da lavoro e mantenere un rigido aplomb. Alcuni, semplicemente, hanno un’anima troppo festaiola per timbrare il cartellino. È il caso di Ryker, il cane che avrebbe dovuto diventare un cane da assistenza ma che, durante l’addestramento, non riusciva proprio a resistere alla tentazione di giocare. La sua “carriera” mancata è diventata negli anni una delle storie più divertenti e tenere del mondo dei cani, tanto da tornare periodicamente a circolare sui social conquistando milioni di utenti.
A riportare l’attenzione su di lui è stata, tra le altre, la pagina Instagram Pawbuddiz Rescue, che ha condiviso una versione decisamente romantica della sua storia. Secondo il racconto virale sui social, Ryker sarebbe un cane che ha visto sfumare il suo diploma da cane da assistenza per colpa di un elefantino di peluche. Durante un severissimo test di concentrazione, l’irresistibile morbidezza del pupazzo avrebbe fatto breccia nel suo cuore, portandolo a ignorare i comandi pur di giocarci.
Il risultato? Niente certificato, ma in compenso una vita di vizi, tanto che oggi verrebbe avvistato nelle stazioni ferroviarie mentre porta a spasso il suo amato elefantino come un trofeo.
Ma nel fantastico mondo delle cronache a quattro zampe, a volte la realtà supera la fantasia del web. Scavando nei meandri della rete, si scopre infatti che la vera storia di Ryker, risalente al 2018, è forse meno poetica, ma decisamente più esilarante.
Ryker, il cane che non riusciva a concentrarsi durante l’addestramento
Il nostro protagonista, che le fonti originarie identificano come un Malinois belga, era un allievo della Double H Canine Training Academy, nel Kentucky. Il suo obiettivo era altissimo: diventare un “service dog”, ovvero un cane da assistenza per persone con disabilità, un ruolo che richiede nervi d’acciaio, totale indifferenza agli stimoli esterni e un’obbedienza quasi impeccabile. Ecco, Ryker aveva un piccolissimo problema di gestione dell’entusiasmo.
L’accademia diffuse all’epoca un video, diventato rapidamente un cult, in cui si documentava la Caporetto del povero cane. Invece di restare impassibile davanti agli stimoli, Ryker perdeva letteralmente la testa davanti a una banale pallina, si lanciava in feste sfrenate con gli oggetti di scena e, all’apice della comicità, iniziava a masticare e trascinare in giro una sedia a rotelle.
Un disastro meraviglioso e incontenibile, tanto che gli addestratori scelsero di montare le immagini sulle note di “My Way” di Frank Sinatra. Un geniale tocco di ironia per un cucciolone che, effettivamente, aveva deciso di fare le cose a modo suo.
Perché Ryker non è diventato un cane da assistenza
Dietro le immagini esilaranti, però, c’è un aspetto importante. Ryker non era un cane “sbagliato” e il suo fallimento nell’addestramento non significava che fosse incapace di imparare o di svolgere altri compiti.
Un cane da assistenza deve infatti essere in grado di mantenere la concentrazione e rispondere ai comandi anche in presenza di numerosi stimoli esterni. Nel caso di Ryker, la sua enorme voglia di giocare e la difficoltà a ignorare ciò che lo circondava lo rendevano semplicemente inadatto a un lavoro in cui l’affidabilità assoluta può essere una questione di sicurezza.
Nessuna punizione, quindi. Il problema non era il carattere di Ryker, ma il fatto che il suo carattere non fosse compatibile con quel particolare percorso di addestramento.
Il “fallimento” di Ryker si trasforma in un lieto fine
Fortunatamente, il clamoroso fallimento di Ryker si è trasformato in un biglietto vincente per la felicità. Il cane non è stato semplicemente messo da parte: è stato adottato definitivamente da uno degli addestratori della struttura.
Quello che avrebbe dovuto essere un punto d’arrivo mancato si è così trasformato nell’inizio di una nuova vita. Ryker non aveva superato l’esame per diventare un cane da assistenza, ma aveva trovato qualcosa di altrettanto importante: una famiglia e un percorso adatto alla sua incontenibile personalità.
Ed è forse proprio questo il motivo per cui la sua storia continua a conquistare il web a distanza di anni. Che la si racconti con la magia di un elefantino di peluche o con la comicità di una carrozzina trascinata per gioco, la morale non cambia. Ryker ci insegna che non tutti siamo destinati al percorso che gli altri hanno tracciato per noi. A volte, fallire un esame è solo il primo, meraviglioso passo verso la vita che ci meritavamo fin dall’inizio.