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Pensioni, attenzione al 15 settembre: chi non fa questa comunicazione rischia di perdere parte dell’assegno

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Pubblicato il 14/09/2026
Di Team Digital
Pensioni INPS scadenza 15 settembre 2026 chi deve comunicare i redditi e cosa rischia


C’è una data che alcuni pensionati devono segnare in rosso sul calendario: 15 settembre 2026.


È infatti il termine ultimo indicato dall’INPS per trasmettere alcune informazioni relative ai redditi percepiti nel 2022. La scadenza riguarda i pensionati che ricevono prestazioni collegate al reddito e che non hanno comunicato nei tempi previsti i dati richiesti dall’Istituto.


Ignorare la scadenza può avere conseguenze importanti: in determinati casi si può arrivare alla revoca definitiva delle prestazioni collegate al reddito e al recupero delle somme eventualmente percepite senza averne diritto.


Scadenza INPS del 15 settembre 2026: chi riguarda


La procedura riguarda i pensionati residenti in Italia che, nell’ambito della campagna RED 2023, non hanno trasmesso la dichiarazione reddituale relativa all’anno 2022.


In particolare, l’INPS fa riferimento ai pensionati che percepiscono prestazioni il cui importo o diritto dipende anche dal reddito e che non erano tenuti a presentare la dichiarazione fiscale all’Agenzia delle Entrate.


Tra le prestazioni collegate al reddito possono rientrare, ad esempio, integrazioni al trattamento minimo, maggiorazioni sociali e quattordicesima.


L’INPS ha già informato direttamente i pensionati interessati attraverso una comunicazione dedicata, disponibile anche nell’area personale MyINPS e, quando presenti, tramite PEC o email.


Perché alcuni pensionati hanno trovato una trattenuta del 5% sulla pensione


Un primo effetto della mancata comunicazione dei redditi è già comparso nei cedolini di agosto e settembre: l’INPS ha infatti applicato ai pensionati interessati una trattenuta pari al 5% dell’importo lordo della pensione pagata a luglio 2026.


Sul cedolino la voce è indicata come: “Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”.


La trattenuta rappresenta la fase di sospensione prevista prima dell’eventuale revoca definitiva della prestazione.


Cosa bisogna fare entro il 15 settembre


I pensionati coinvolti hanno tempo fino al 15 settembre 2026 per trasmettere all’INPS le informazioni mancanti.


Per mettersi in regola è necessario presentare una domanda di ricostituzione reddituale per sospensione, fornendo i dati relativi ai redditi del 2022.


La domanda può essere inoltrata attraverso i servizi online dell’INPS oppure rivolgendosi a un patronato.


Cosa succede se non si rispettano i termini


È questo l’aspetto più importante della scadenza. Se entro il 15 settembre 2026 le informazioni richieste non vengono trasmesse, l’INPS procederà alla revoca definitiva delle prestazioni collegate al reddito riferite al 2022.


L’Istituto potrà inoltre calcolare le eventuali somme versate ma non dovute e avviarne il recupero.


Per le pensioni ai superstiti, invece della revoca viene applicata la riduzione massima prevista dalla normativa.


Sono invece escluse da questa specifica procedura le prestazioni assistenziali di invalidità civile, gli assegni sociali e le pensioni sociali.


Come capire se la scadenza riguarda la propria pensione


Chi ha dubbi può innanzitutto controllare il cedolino della pensione di settembre 2026.


La presenza della trattenuta del 5% con la dicitura relativa alla “mancata comunicazione reddito” è uno dei segnali che indicano il coinvolgimento nella procedura.


È inoltre possibile verificare eventuali comunicazioni inviate dall’Istituto entrando nell’area personale MyINPS.


Considerando che il termine è fissato al 15 settembre, per chi ha ricevuto la comunicazione dell’INPS è importante verificare la propria posizione senza aspettare oltre.


Immagine di copertina: iStock, credit: ozgurcankaya


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