I giovani inventori si chiamano Edoardo Formica, Filippo Lain, Ettore Menon e Matteo Tovo e frequentano la classe terza del Centro Edile Andrea Palladio di Vicenza. Con la loro panchina multifunzione hanno conquistato il secondo posto nella categoria Junior di Ediltrophy, concorso dedicato alle competenze tecniche e creative degli studenti impegnati nei percorsi di formazione del settore edile.
Come funziona la panchina solare inventata dagli studenti
Il progetto nasce dall’idea di trasformare un elemento tradizionale dell’arredo urbano in un punto di sosta intelligente e sostenibile.
La panchina è dotata di pannelli fotovoltaici, capaci di sfruttare l’energia solare per produrre l’elettricità necessaria a ricaricare telefoni cellulari e altri piccoli dispositivi elettronici.
Non si tratta, però, soltanto di una stazione di ricarica. La struttura comprende anche un portabiciclette, una fioriera, un cestino per i rifiuti e uno spazio nel quale sedersi e ricaricare lo smartphone.
Un unico elemento, quindi, concentra diverse funzioni pensate per rendere più comodi, verdi e tecnologici gli spazi pubblici.
Chi sono i quattro studenti di Vicenza
A costruire il prototipo sono stati Edoardo Formica, Filippo Lain, Ettore Menon e Matteo Tovo, guidati da Matteo Tozzo, architetto e docente di Tecnologia delle costruzioni.
Il lavoro è stato sviluppato durante il percorso scolastico al Centro Edile Andrea Palladio, mettendo insieme progettazione, lavorazione dei materiali, competenze tecniche e attenzione alla sostenibilità.
Il risultato ha permesso ai quattro ragazzi di portare Vicenza e il Veneto sul podio di Ediltrophy. Il concorso premia infatti la capacità degli studenti di trasformare ciò che hanno appreso durante le lezioni in progetti concreti, innovativi e potenzialmente utili alla collettività.
Gli studenti vogliono regalare la panchina alla città
La storia potrebbe non concludersi con la premiazione. I ragazzi avrebbero infatti espresso il desiderio di regalare la panchina alla città di Vicenza, affinché il prototipo possa essere collocato in uno spazio pubblico e utilizzato dai cittadini.
L’installazione consentirebbe alle persone di ricaricare gratuitamente il proprio smartphone durante una passeggiata, una pausa o uno spostamento in bicicletta, senza ricorrere all’elettricità proveniente dalla rete.
La panchina potrebbe trovare spazio in un parco, in una piazza, nei pressi di una pista ciclabile o in un’altra zona particolarmente frequentata. Al momento, tuttavia, non risulta ancora comunicata una collocazione definitiva.
Una piccola idea per le città del futuro
Le panchine solari non sono una tecnologia completamente nuova, ma il progetto degli studenti vicentini mostra come anche un’attività scolastica possa trasformarsi in una soluzione concreta per il territorio.
I pannelli fotovoltaici integrati nelle cosiddette “smart bench” permettono di generare energia rinnovabile durante il giorno. Alcuni modelli possono anche accumularla in batterie interne, consentendo la ricarica dei dispositivi nelle ore serali o quando la luce solare è meno intensa.
Queste strutture possono inoltre essere dotate di porte USB, sistemi per la ricarica wireless, illuminazione e, nei modelli più avanzati, connessione Wi-Fi o sensori per monitorare le condizioni ambientali.
Tecnologia, mobilità sostenibile e verde urbano in una sola panchina
Il progetto dei quattro studenti mette insieme diversi aspetti della città sostenibile: l’impiego di energia pulita, il sostegno alla mobilità in bicicletta, la presenza di una fioriera e la possibilità di ricaricare i dispositivi elettronici all’aperto.
La parte forse più significativa della storia è proprio questa: un oggetto semplice e quotidiano ripensato da quattro ragazzi per rispondere alle esigenze della città contemporanea.
Dalla classe a uno spazio pubblico di Vicenza, il prossimo passo dipenderà dalla possibilità di trovare una collocazione per il prototipo. Intanto, la panchina solare ha già raggiunto un primo obiettivo: dimostrare che le idee degli studenti possono andare ben oltre i confini della scuola.
Immagine di copertina realizzata con ChatGPT.