“Stone” è il brano inedito di Prince registrato nella primavera del 1995, appena pubblicato, che anticipa l’uscita di “Timeless”, nuovo album postumo atteso per il 28 agosto, che contiene dieci registrazioni rare e inedite provenienti dal vastissimo archivio dell’artista: dalle prime sessioni registrate a Minneapolis nel 1977 fino a una delle sue ultime esibizioni dal vivo del 2016.
L’uscita di “Timeless” coincide inoltre con il Prince Celebration 2026, l’evento annuale dedicato all’artista che si svolge tra Paisley Park e Minneapolis, che arriva a dieci anni dalla sua scomparsa.
“Stone” arriva a poche settimane dalla pubblicazione di “With This Tear”, altro brano recuperato dagli archivi e si aggiunge agli oltre 190 brani inediti della discografia postuma di Prince usciti dal leggendario “Vault”, il caveau sotterraneo blindato a Paisley Park, che custodisce migliaia di ore di musica di Prince: tracce mai ascoltate, jam session, filmati storici e interi album completi e mai editati.
Non avendo lasciato un testamento, la gestione di questa immensa fortuna dopo anni di dure battaglie legali è affidata alla Prince Estate che rappresenta gli eredi legittimi.
Gli album postumi più venduti di sempre
Se parliamo di album postumi ecco quelli che hanno registrato il maggior successo commerciale nella storia della musica. “Life After Death” (1997) di The Notorious B.I.G., uscito 16 giorni dopo il suo omicidio, è uno dei pochissimi album postumi della storia ad aver ottenuto la prestigiosa certificazione di Disco di Diamante negli Stati Uniti, con oltre 11 milioni di copie vendute.
“MTV Unplugged in New York” (1994) dei Nirvana, uscito 7 mesi dopo la tragica scomparsa di Kurt Cobain, debuttò direttamente al primo posto nelle classifiche di mezzo mondo e, con più di 15 milioni di copie vendute, si è trasformato nel testamento spirituale definitivo della generazione grunge. “Dreaming of You” (1995) di Selena, la regina del genere Tejano, assassinata dalla presidente del suo fan club 4 mesi prima, fece la storia come prima artista latina a debuttare al numero 1 della Billboard 200 con un album cantato in inglese e spagnolo.
“Pearl” di Janis Joplin (1971), rimasto al primo posto della classifica USA per 9 settimane, uscì con la traccia “Buried Alive in the Blues” volutamente strumentale perché Janis avrebbe dovuto registrare la voce il giorno successivo al suo decesso per overdose. E poi c’è “This Is It” di Michael Jackson (2009), pubblicato quattro mesi dopo la sua scomparsa in contemporanea con l’omonimo film-documentario che mostrava le prove del suo imminente tour. L’album conquistò il primo posto in decine di paesi contemporaneamente e vendette oltre 6 milioni di copie.