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Il segreto dei Queen secondo Brian May: i Beatles e il chitarrista che gli cambiò tutto

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Pubblicato il 15/10/2026
Di Team Digital
Il segreto dei Queen secondo Brian May i Beatles e il chitarrista che gli cambi tutto


Prima di diventare una delle band più importanti e riconoscibili della storia della musica, anche i Queen avevano i loro punti di riferimento. E dietro il suono costruito da Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon ci sono almeno due nomi che hanno lasciato un segno particolarmente profondo: The Beatles e Jimi Hendrix.


A raccontarlo è stato proprio Brian May, parlando degli artisti che hanno contribuito a formare la sua idea di musica e, indirettamente, quella dei Queen. Come riportato dall’Express, il chitarrista ha spiegato quanto i Beatles siano stati importanti per comprendere le possibilità offerte dalla scrittura e dallo studio di registrazione, mentre Hendrix cambiò radicalmente il suo modo di guardare alla chitarra elettrica.


Brian May e l’influenza dei Beatles sul suono dei Queen


Per Brian May, i Beatles non rappresentavano semplicemente una band da ammirare. Il gruppo di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr era una vera e propria scuola di composizione e produzione.


In particolare, May ha più volte indicato il “White Album” tra i dischi che gli fecero capire fino a che punto si potesse sperimentare all’interno di una canzone.


Brani come “Dear Prudence” e “Happiness Is a Warm Gun” mostravano quanto fosse possibile giocare con strutture, arrangiamenti, sovraincisioni e cambi di atmosfera. Elementi che, qualche anno dopo, sarebbero diventati centrali anche nella musica dei Queen.


Il gruppo avrebbe infatti portato questa ricerca ancora più avanti, costruendo brani nei quali chitarre, armonie vocali e sezioni completamente diverse potevano convivere all’interno della stessa composizione.


Jimi Hendrix cambiò il modo di suonare di Brian May


Se i Beatles furono fondamentali soprattutto per la scrittura e la produzione, Jimi Hendrix ebbe un’influenza enorme sul modo in cui Brian May iniziò a concepire la chitarra.


Hendrix aveva dimostrato che lo strumento poteva essere utilizzato in maniera molto più ampia rispetto al tradizionale ruolo del chitarrista rock. Distorsioni, feedback, effetti e soluzioni stereofoniche permettevano di creare veri e propri paesaggi sonori.


Una lezione che sarebbe diventata evidente anche nel lavoro di May con la sua celebre Red Special, spesso utilizzata per costruire sovrapposizioni e armonizzazioni fino a far sembrare le chitarre quasi un’orchestra.


Da Eric Clapton ai Free: gli altri artisti amati da Brian May


Beatles e Hendrix non furono gli unici punti di riferimento del chitarrista dei Queen. Nel corso degli anni Brian May ha citato anche Eric Clapton, Buddy Holly, gli Everly Brothers e i Free tra gli artisti che contribuirono alla sua formazione musicale.


Influenze molto diverse tra loro, che aiutano anche a capire perché il sound dei Queen sia sempre stato così difficile da racchiudere in un solo genere.


Rock, pop, hard rock, suggestioni classiche e armonie vocali potevano incontrarsi nello stesso album e, a volte, persino nella stessa canzone.


I Queen trasformarono quelle influenze in qualcosa di completamente nuovo


Il passaggio decisivo fu però quello successivo. Freddie Mercury e compagni non si limitarono a riprodurre ciò che avevano ascoltato dai loro idoli.


Con il tempo trasformarono quelle influenze in un linguaggio personale fatto di armonizzazioni vocali, chitarre sovrapposte, produzioni elaborate e arrangiamenti sempre più ambiziosi.


I Beatles e Jimi Hendrix contribuirono quindi a indicare la strada. Poi furono i Queen a percorrerla a modo loro, fino a diventare, a loro volta, una delle più grandi fonti d’ispirazione per le generazioni successive.



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