Il countdown verso Sanremo 2026 entra davvero nel vivo: le prime interviste ai 30 Big in gara sono finalmente arrivate e, con loro, i primi indizi sul significato dei brani che ascolteremo sul palco dell’Ariston dal 24 al 28 febbraio. Tra parole chiave rivelate, anticipazioni sul mood delle canzoni e riflessioni personali, gli artisti hanno iniziato a disegnare il perimetro emotivo del Festival che verrà.
Ecco una selezione delle anticipazioni più interessanti.
Sanremo 2026, le primissime interviste ai Big in gara: ecco cosa hanno rivelato
Tommaso Paradiso – I Romantici
Tommaso Paradiso racconta un brano che definisce come una delle sue canzoni più sincere di sempre: una dedica d’amore nata di getto, senza filtri.
“La canzone che porto a Sanremo si intitola ‘I Romantici’ ed è una dedica. Semplicemente una dedica d’amore. Mi ha fatto pensare che fosse giusta per Sanremo il fatto che fosse una delle canzoni più sincere che abbia mai scritto, l’ho scritta di getto e parla di cose vere. L’esordio? Non voglio pensarci fino a che non starò su quel palco, anzi, quei cinque minuti prima che precedono la messa in onda. La parola di questa canzone che voglio anticiparvi è ‘DAVVERO’”
Serena Brancale – Qui con me
Per Serena Brancale, il ritorno a Sanremo è un atto emotivo e consapevole. La sua canzone è una lettera alla persona più importante della sua vita, un brano che ogni volta la scuote profondamente.
“La canzone che porto quest’anno a Sanremo si intitola ‘Qui con me’ ed è una lettera alla persona più importante della mia vita, e ora ho bisogno di parlarne. Ogni volta che canto questo brano, mi emoziono fortemente. Ritorno a Sanremo più serena, più consapevole e felice di raccontare qualcosa di autentico. La parola che voglio anticiparvi di questa canzone è ‘TEMPO’”
Fedez e Marco Masini – Male necessario
Una collaborazione inedita e intergenerazionale che nasce da una visione condivisa: raccontare come il male necessario faccia parte del percorso umano. Il brano, spiegano Fedez e Marco Masini, celebra le tempeste che si attraversano e la crescita che ne deriva. La complicità in studio li ha spinti a chiudersi a lavorare insieme fino a creare una canzone che rappresentasse entrambi.
“La nostra canzone si chiama ‘Male necessario’ e parla di quello che è un percorso che si deve fare per crescere, è un concetto espresso anche da Nietzsche, di come il male necessario faccia parte dell’esperienza umana ed è come se fosse una celebrazione delle tempeste che si attraversano, perché solo dalle tempeste c’è l’opportunità di uscirne migliori mentre le cose belle accadono e ne godi. Dalle turbolenze si crea l’opportunità per uscirne migliori, ti fanno crescere, ti fanno capire, ti fanno apprezzare la felicità e le più piccole cose… e ti fanno diventare uomo. Cosa ci ha fatto capire che questa canzone fosse giusta per Sanremo? Ascoltarla (ridono)… prima scriverla! Ci ha unito un concetto, di solito le collaborazioni musicali arrivano quando insieme volgiamo esprimere lo stesso concetto, e questo concetto volevamo esprimerlo entrambi. Le differenze con lo scorso Sanremo? Che siamo insieme… e che l’anno scorso era il 2025, quest’anno il 2026. È stato un percorso fisiologico, la collaborazione in studio ci ha gasato a tal punto da dire ‘proviamo a chiuderci in studio e fare una canzone assieme’. Due generazioni così diverse si possono in qualche modo aiutare, ognuno può prendere dall’altro per crescere. Vi sveliamo una parola del testo, in realtà sono due e insieme compongono una frase: ‘IL PASSATO’”
Arisa – Magica favola
Arisa porta a Sanremo un brano che definisce come un bilancio di vita, un racconto da condividere con chi l’ha sempre sostenuta. L’artista parla di emozione e gratitudine, pronta a vivere un ritorno importante.
“La canzone che porto a Sanremo si chiama “Magica favola” ed è il racconto di una vita. Mi ha fatto pensare che fosse questa la canzone giusta il fatto che sono arrivata a un momento in cui volevo fare un bilancio, volevo raccontare di questo bilancio alle persone che mi hanno sempre supportata, al pubblico e a tutti. Sto vivendo questo ritorno con grandissima emozione, grandissima gratitudine e non vedo l’ora di cantare, sinceramente. Ciò che volevo svelare della mia canzone è un pezzettino di una frase che è ‘Romantico disordine’, che mi piace molto come espressione perché io sono una tipa un po’ disordinata e caotica, ma non mi faccio colpe perché secondo me c’è del romanticismo e della poesia anche nel disordine.
Trovate tutte le interviste ai 30 Big in gara a questo link.
Foto: Instagram – Instagram – LaPresse.