Dal 15 marzo 2026, quel foglietto termico che si accartoccia nel portafogli e sbiadisce nel tempo ha perso il suo valore legale. Il decreto PNRR (Dl. 19/2026), approvato a fine gennaio e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 febbraio, ha cancellato l’obbligo di conservare per dieci anni le ricevute cartacee dei pagamenti elettronici. Una svolta che semplifica la vita a cittadini e imprese, ma che richiede qualche attenzione in più.
Cosa dice l’articolo 8 del decreto PNRR: addio alla carta, sì ai documenti digitali
L’articolo 8 del decreto stabilisce che non è più necessario conservare la ricevuta cartacea del Pos. Al suo posto, fanno fede le comunicazioni inviate ai clienti e la documentazione fornita da banche e intermediari finanziari, come estratti conto dematerializzati o notifiche dei movimenti. L’unico requisito: questi documenti devono contenere i dati di ogni singola operazione e essere conservati in modo da poter essere esibiti in caso di controllo.
Per chi paga con carta, lo scontrino fiscale del negozio riporta già l’indicazione della modalità di pagamento tracciabile. Questo significa che, per le detrazioni nel 730, basterà conservare lo scontrino del punto vendita, senza dover tenere anche quello del Pos. Una semplificazione che mette fine a anni di doppioni cartacei.
Pagamenti alla PA: l’onere della prova passa dal cittadino all’amministrazione
Novità anche per i pagamenti verso la pubblica amministrazione. Se effettuati tramite canali elettronici come PagoPA, l’ente pubblico è tenuto a verificare l’avvenuto pagamento consultando i propri flussi informatici. Non potrà più richiedere al cittadino la ricevuta, nemmeno ai fini fiscali o di detrazione. Un cambio di paradigma: la responsabilità della prova passa dal singolo al sistema.
Pos e registratori di cassa: il collegamento digitale è già realtà
Da marzo 2026, nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, è pienamente operativa la funzione di abbinamento digitale tra Pos e registratori di cassa. Un obbligo che era già scattato il 1° gennaio 2026, con la trasmissione automatica dei dati di vendita e pagamento. La misura sulle ricevute cartacee si inserisce in questo percorso, accelerando la digitalizzazione dei processi.
Scontrino digitale: la tabella di marcia verso il 2029
Il Parlamento ha già tracciato la strada verso lo scontrino digitale. Con una risoluzione approvata a giugno 2025, la commissione Finanze della Camera ha impegnato il governo a introdurre l’obbligo gradualmente:
- 1° gennaio 2027: grande distribuzione
- 2028: esercenti con volume d’affari sopra una certa soglia
- 2029: tutti gli altri
Per ora si tratta di un indirizzo politico non vincolante, ma un emendamento punta ad anticipare i tempi. Se approvato, dal 1° gennaio 2027 lo scontrino dovrà essere rilasciato in formato digitale per tutti i pagamenti, salvo richiesta esplicita del cliente di ricevere la copia cartacea.
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