Viral News

“Sembra vera, ma non lo è”: sempre più banconote e monete false, i trucchi per smascherarle

Condividi condividi
Pubblicato il 15/06/2026
Di Team Digital
Sembra vera ma non lo  sempre pi banconote e monete false i trucchi per smascherarle


Monete e banconote sono, da sempre, tra gli oggetti più falsificati al mondo. La valuta circola ovunque, passa di mano in mano ogni giorno e proprio per questo diventa il terreno perfetto per chi prova a immettere falsi nel mercato. Negli ultimi tempi, però, l’attenzione si è spostata soprattutto su un taglio preciso: le monete da 2 euro. Piccole, comuni, usate continuamente e spesso controllate con poca attenzione. Diversi esemplari falsi hanno iniziato a circolare anche in Italia e il caso di Prato ha riportato sotto i riflettori un fenomeno che non è nuovo, ma che oggi appare sempre più sofisticato.


Una moneta da 2 euro passa di mano in mano senza che nessuno la guardi davvero. È un gesto automatico, quasi invisibile: la prendi, la dai, la infili nel portafoglio. Eppure, proprio in questa normalità si nasconde il pericolo. Con zecche clandestine capaci di produrre pezzi quasi indistinguibili dagli originali, come si fa a non cadere nella trappola?


Monete false da 2 euro: i 4 dettagli che tradiscono il falso


La moneta autentica da 2 euro ha caratteristiche precise, stabilite dalla Commissione europea: 8,50 grammi di peso, 25,75 millimetri di diametro, un bordo con incisioni specifiche e una composizione bimetallica (rame-nichel all’esterno, tre strati dorati all’interno). Ma come si traducono queste specifiche nella vita di tutti i giorni?


Il primo campanello d’allarme è il bordo. Sulla moneta italiana, quella con il ritratto di Dante, la scritta “2★” dovrebbe ripetersi sei volte, alternando l’orientamento. Se le incisioni appaiono sfocate, storte o poco definite, c’è qualcosa che non va. Lo stesso vale per i rilievi: nei pezzi autentici, i dettagli del disegno (stelle, mappa europea, volto nazionale) devono essere nitidi, anche dopo anni di circolazione. Nei falsi, invece, i contorni tendono a essere meno definiti, come una fotocopia sbiadita.


Anche il colore può aiutare. L’anello esterno argentato e il disco centrale dorato devono essere ben distinti. Se la moneta appare troppo uniforme o se i toni virano verso il giallo spento o l’argento sporco, è il caso di insospettirsi. I falsari più abili riescono a imitare anche questo dettaglio, ma spesso il risultato è una piattezza che, a un’occhiata attenta, stride.


La calamita funziona? Sì, ma con un limite


Il test della calamita è uno dei più popolari per verificare l’autenticità di una moneta. La Banca d’Italia spiega che i tagli da 1 e 2 euro hanno proprietà magnetiche specifiche: una calamita dovrebbe attirarli leggermente, senza però trattenerli con forza. Se la moneta non reagisce affatto o, al contrario, si attacca come una graffetta, è probabile che sia falsa.


Tuttavia, questo metodo ha un limite: funziona solo con i falsi grossolani. Le contraffazioni di alto livello, come quelle scoperte a Prato, sono progettate per imitare anche il magnetismo. Per questo, la calamita va usata insieme ad altri controlli, come il peso. Una moneta da 2 euro autentica pesa esattamente 8,50 grammi: se risulta troppo leggera o troppo pesante, è un segnale da non sottovalutare.


Quando il falso è troppo perfetto: il caso Prato


L’indagine condotta tra Prato e Quarrata ha portato al sequestro di quasi 20mila monete false, oltre a presse, coni e strumenti per la lavorazione. Quello che ha colpito gli investigatori è stato il livello di sofisticazione dei falsi: peso, dimensioni e magnetismo erano stati calibrati per ingannare anche i dispositivi elettronici di controllo.


Questo significa che i controlli casalinghi non bastano più. Se una moneta supera il test della calamita, del peso e del bordo, ma qualcosa continua a sembrare strano, è meglio non rischiare. I falsi migliori sono progettati per passare inosservati, soprattutto nei luoghi dove il contante gira veloce: sale giochi, slot, videopoker e cambiamonete.


Cosa fare se si trova una moneta falsa


In Italia, le monete sospette vengono analizzate dal CNAC (Centro Nazionale di Analisi delle Monete), presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Se un gestore professionale (banca, Poste, società di trasporto valori) trova una moneta falsa, la ritira e la invia ai controlli. Se risulta contraffatta, il valore viene perso: non c’è rimborso, a meno che la moneta non sia autentica ma danneggiata.


Per i cittadini, la regola è semplice: se una moneta sembra falsa, non rimetterla in circolazione. Portarla in banca o consegnarla alle forze dell’ordine è l’unico modo per evitare che continui a girare. I dati del MEF parlano chiaro: nel 2024, su 92.759 monete false censite in Italia, 78.800 erano da 2 euro. Un numero che spiega perché questo taglio sia il preferito dai falsari.


Foto: iStock.


Condividi condividi
Eventi

Scopri tutti gli eventi

In riproduzione
IL TUO PROFILO
Canzone associata: ,
Music For You
#1 - Episodio 1
10 Giu 2020 - 12:57
-3:44
Condividi l’episodio
APRI