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Il castoro europeo riconquista la sua casa: il roditore “ingegnere” torna in Italia dopo secoli

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Pubblicato il 03/06/2026
Di Team Digital
Il castoro europeo riconquista la sua casa il roditore ingegnere torna in Italia dopo secoli


Un roditore con denti arancioni e una coda piatta sta riscrivendo la storia naturale del fiume Ticino. Dopo secoli di assenza, il castoro europeo è tornato a popolare le sponde del corso d’acqua, confermando con la sua presenza che l’habitat è pronto ad accoglierlo. E ora, per la prima volta, i parchi dell’area MAB UNESCO “Ticino, Val Grande, Verbano” uniscono le forze per studiarne la diffusione e garantire una convivenza sostenibile con l’uomo.


Castori nel Ticino: perché il loro ritorno è storico


L’avvistamento del primo esemplare a Castelletto di Cuggiono nel dicembre 2024 ha segnato l’inizio di una nuova fase per la biodiversità italiana. Da allora, le segnalazioni si sono moltiplicate, accompagnate da tracce inconfondibili: tronchi rosicchiati, tane lungo le rive e i caratteristici segni lasciati dai denti arancioni, ricchi di ferro e incredibilmente resistenti. Il castoro europeo (Castor fiber), estinto in Italia dal XVI secolo a causa della caccia e della perdita di habitat, sta lentamente ricolonizzando i fiumi del Nord, partendo proprio dal Ticino.


A rendere il ritorno ancora più significativo è il ruolo ecologico della specie. Definito “ingegnere della natura”, il castoro modifica l’ambiente costruendo dighe e tane che favoriscono la ritenzione idrica, riducono l’erosione delle sponde e creano nuovi habitat per altre specie. Studi condotti in Paesi come Germania e Svizzera, dove la popolazione è stabile, hanno dimostrato che la sua attività può persino mitigare i rischi di piene, migliorando la resilienza dei corsi d’acqua.


Monitoraggio congiunto: i parchi del Ticino in prima linea


Per gestire al meglio questa presenza, i quattro parchi dell’area MAB UNESCO hanno siglato un accordo per avviare un monitoraggio scientifico della specie. I Guardiaparco e i volontari del Parco del Ticino sono già al lavoro per mappare gli avvistamenti, analizzare le tracce e studiare le abitudini dei castori. Un compito non semplice, data la natura elusiva dell’animale, ma fondamentale per evitare conflitti con le attività umane e garantire la tutela della popolazione.


Un aiuto prezioso arriva anche dai cittadini: canoisti, pescatori e appassionati di natura sono invitati a segnalare eventuali avvistamenti al Parco del Ticino. Le informazioni raccolte serviranno a costruire un quadro preciso della distribuzione dei castori e a pianificare interventi mirati, come la protezione delle aree di nidificazione o la gestione delle risorse vegetali di cui si nutrono.


Castoro vs nutria: le differenze che tutti dovrebbero conoscere


Nonostante le somiglianze superficiali, il castoro europeo non va confuso con la nutria, specie invasiva presente in Italia da decenni. Le differenze sono evidenti: il castoro è più grande (può raggiungere i 30 kg), ha una coda piatta e scagliosa – simile a una spatola – e, appunto, i caratteristici denti arancioni. A differenza della nutria, inoltre, è esclusivamente erbivoro e non scava gallerie, ma costruisce dighe e tane lungo le rive.


La sua dieta si basa su cortecce, rami e piante acquatiche, e la sua attività di “taglialegna” naturale può avere effetti positivi sull’ecosistema. Tuttavia, in aree densamente antropizzate, potrebbe entrare in conflitto con agricoltori o gestori di infrastrutture, rosicchiando alberi da frutto o danneggiando argini. Proprio per questo, il monitoraggio in corso mira a prevenire criticità e a promuovere una coesistenza pacifica.


Un alleato per il clima: come il castoro può aiutare i fiumi italiani


Il ritorno del castoro non è solo una buona notizia per la biodiversità, ma anche per la lotta ai cambiamenti climatici. Le dighe costruite dai castori creano zone umide che fungono da serbatoi naturali di carbonio, riducendo l’impatto delle siccità e migliorando la qualità dell’acqua. In un Paese come l’Italia, dove i fiumi sono sempre più minacciati da cementificazione e siccità, la presenza di questi roditori potrebbe rivelarsi un alleato insperato.


In Svizzera, dove la specie è stata reintrodotta con successo negli anni ’70, i castori hanno contribuito a ripristinare habitat fluviali degradati e a incrementare la biodiversità. Un modello che l’Italia potrebbe seguire, a patto di gestire la popolazione con attenzione e di coinvolgere le comunità locali nella tutela.


Ora, con il monitoraggio appena avviato, il Ticino diventa un laboratorio a cielo aperto per studiare il ritorno di una specie chiave. E chissà che, nei prossimi anni, i castori non diventino una presenza sempre più familiare lungo i fiumi italiani.




Foto: iStock.


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