Il meglio di Roberta e Claudio

Perché piangiamo? Dal calcio all’amore, le storie degli ascoltatori con Roberta Lanfranchi e Claudio Guerrini

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Pubblicato il 23/07/2026
Di Team Digital
Perch piangiamo Dal calcio allamore le storie degli ascoltatori RDS dopo i Mondiali 2026


li uomini piangono di più per il calcio o per amore? È la domanda da cui è partita l’ora interattiva del Guerrini & Lanfranchi Show con Roberta Lanfranchi e Claudio Guerrini su RDS, all’indomani della finale dei Mondiali 2026.


Le immagini dei calciatori in lacrime, l’emozione sugli spalti e la commozione dei tifosi hanno aperto una conversazione durata un’ora, durante la quale uomini e donne hanno raccontato attraverso messaggi e vocali quali sono i momenti capaci di farli piangere davvero.


Le risposte hanno composto un racconto fatto di sport, matrimoni, film, musica, persone in difficoltà e piccoli momenti quotidiani. Perché non sempre si piange per tristezza: a volte basta una scena tenera, una canzone o un ricordo per non riuscire più a trattenersi.


Gli uomini piangono di più per il calcio o per amore?


A lanciare la domanda è stata Roberta Lanfranchi, partendo dalle lacrime viste durante la finale dei Mondiali 2026.


“Gli uomini piangono di più per il calcio o per amore?”, ha chiesto la conduttrice, interrogandosi sulle emozioni maschili e sugli stereotipi che ancora oggi accompagnano il modo in cui gli uomini mostrano la propria vulnerabilità.


Secondo la riflessione affrontata durante il programma, il calcio rappresenterebbe per molti uomini una sorta di zona di sicurezza emotiva: allo stadio, davanti alla televisione o insieme agli amici, le lacrime vengono percepite come una dimostrazione di appartenenza, passione e fedeltà alla propria squadra, più che come un segnale di fragilità.


A questo si aggiunge la dimensione collettiva del tifo. Una vittoria o una sconfitta vengono vissute insieme ad altre persone, mentre una delusione sentimentale resta spesso un’esperienza più privata e difficile da condividere.


Guerrini, però, ha precisato di non aver mai pianto per il calcio: “Posso capire che una finale mondiale possa essere un momento tragico, sportivamente parlando, per tante persone. Ma io non ho mai pianto per il calcio”.


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Roberta Lanfranchi: “Mi commuovo per tantissime cose”


Il confronto si è poi allargato alle situazioni della vita quotidiana che possono provocare un’emozione improvvisa.


Roberta Lanfranchi ha raccontato di commuoversi soprattutto davanti ai bambini, agli animali e agli anziani.


“Quando gli anziani parlano, soprattutto quando si rivolgono ai nipoti, mi viene un groppo in gola e non riesco a fermarmi”, ha spiegato.


A farla piangere possono essere anche un film o una pubblicità accompagnata da una musica particolarmente emozionante. Claudio Guerrini ha ammesso di provare sensazioni simili, pur senza arrivare quasi mai alle lacrime.


“Mi commuovo anch’io per bambini, anziani e animali, però non mi scendono mai le lacrime”, ha raccontato.


La risposta di Roberta Lanfranchi non si è fatta attendere: “Io invece piango copiosamente. Sono una fontanella”.


Le storie degli ascoltatori RDS: dalla strada ai Mondiali


Dopo la domanda lanciata in diretta, gli ascoltatori hanno inviato numerosi messaggi e vocali per raccontare i motivi per cui si sono commossi recentemente.


Un’ascoltatrice ha confessato di aver pianto dopo aver visto una persona in difficoltà per strada. Per paura e per il clima di diffidenza del momento aveva scelto di non fermarsi, ma quella decisione l’aveva profondamente colpita.


La stessa ascoltatrice ha raccontato di essersi emozionata anche durante l’esibizione di Laura Pausini alla finale dei Mondiali 2026.


Per Roberta Lanfranchi e Claudio Guerrini, quella commozione poteva essere legata non soltanto all’affetto per l’artista, ma anche all’orgoglio di vedere una cantante italiana esibirsi davanti a un pubblico internazionale.


“È un grande orgoglio per noi italiani avere una rappresentante dell’Italia così famosa nel mondo”, ha commentato Roberta.


Chi piange per i film e chi per il lavoro


Tra le testimonianze arrivate durante il talk c’è stata anche quella di Paolo da Cremona, che ha spiegato di non aver mai pianto né per il calcio né per amore.


Le lacrime, però, arrivano davanti al cinema: “Mi capita spesso con quei film in cui c’è un finale particolare. Lì la lacrima scende”.


Una risposta molto diversa è arrivata da Filippo da Conegliano, che ha scelto l’ironia per parlare della propria vita professionale: “Ultimamente piango quando inizio a lavorare. Timbro e mi viene da piangere”.


Il messaggio ha dato il via a uno dei consueti scambi tra Lanfranchi e Guerrini, con Claudio che ha scherzato sulle reazioni della collega quando lo incontra negli studi di RDS.


“Quando viene a lavorare, mi vede e comincia a piangere”, ha detto Guerrini.


“Infatti mi trucco dopo averti visto, altrimenti rovinerei tutto”, ha replicato Roberta Lanfranchi.


Matrimoni, ricordi e momenti di tenerezza


Nel corso del Guerrini & Lanfranchi Show sono state raccontate anche emozioni legate ai matrimoni, ai video delle cerimonie e ai ricordi familiari.


Rivedere un momento importante della propria vita, osservare due persone care che si sposano o ascoltare una canzone associata a un ricordo può riaccendere sensazioni che sembravano lontane.


Altri ascoltatori hanno ammesso di commuoversi davanti alle cose belle della vita, senza un motivo preciso. Un gesto gentile, un abbraccio, una scena vista per strada o una persona anziana che parla con un nipote possono essere sufficienti per far scendere una lacrima.


Le testimonianze hanno così mostrato come il pianto non sia necessariamente legato al dolore. Può nascere dalla nostalgia, dalla paura, dall’empatia o da un momento di gioia particolarmente intenso.


Piangere non è un segno di debolezza


Il talk di Roberta Lanfranchi e Claudio Guerrini ha affrontato con leggerezza un argomento che continua a essere condizionato da molti stereotipi.


Per lungo tempo, soprattutto agli uomini, è stato insegnato a nascondere le lacrime e a non mostrare apertamente la propria fragilità. Il calcio, grazie alla sua dimensione collettiva, sembra essere uno dei pochi contesti in cui l’emozione maschile viene accettata senza imbarazzo.


Le storie degli ascoltatori RDS raccontano però una realtà molto più ampia: si piange per una partita, per una relazione, per un film, per un matrimonio, per il lavoro o semplicemente per empatia.


Non esiste quindi un solo motivo per cui le persone piangono. Esistono momenti capaci di superare le difese e trasformare un’emozione in lacrime.


E voi, quando è stata l’ultima volta che avete pianto?


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