L’estate 2026 si annuncia con un conto salato per chi sogna il mare. Secondo l’indagine annuale di Altroconsumo, i prezzi degli stabilimenti balneari sono schizzati in alto: +6% rispetto al 2025 e addirittura +24% negli ultimi cinque anni. Ma dove costa di più – e dove si risparmia? I dati svelano una realtà che potrebbe far cambiare idea a molti.
Spiagge più care d’Italia 2026: la Liguria batte tutti
Alassio si conferma la regina dei prezzi proibitivi: 368 euro a settimana per un ombrellone e due lettini in prima fila. Un costo che supera di gran lunga la media nazionale, fissata a 238 euro per poter stare davanti a tutti. Ma non è l’unica località a far tremare il portafogli. Ecco le altre mete dove il mare ha un prezzo da capogiro:
- Taormina e Giardini Naxos (+16% rispetto al 2025)
- Alghero (+14%)
- Gallipoli (+10%)
Le altre località monitorate – da Rimini a Viareggio, da Palinuro ad Anzio – registrano aumenti più contenuti, tra il 2% e il 7%. Ma la tendenza è chiara: la prima fila costa cara ovunque, con una media di 238 euro, mentre dalla quarta fila in poi si scende a 210 euro.
Dove si risparmia? Ecco le spiagge più economiche
Se Alassio è il simbolo del lusso balneare, Lignano si aggiudica il titolo di meta più accessibile: 164 euro a settimana per ombrellone e lettini in prima fila. Prezzi contenuti anche a Senigallia, dove la spesa rimane sotto la media nazionale. Ma per chi cerca alternative ancora più economiche, le spiagge libere restano l’opzione più gettonata – anche se sempre più rare.
Un’eccezione positiva arriva da Spotorno e Savona, dove le amministrazioni hanno deciso di aumentare le aree libere con servizi essenziali gratuiti. Una scelta che contrasta con la tendenza generale: secondo Altroconsumo, infatti, gli spazi gratuiti sono diminuiti ulteriormente nel 2026.
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